Elena El Asmar & Loredana Longo
Manifesto delle sorelle
Elena El Asmar
Loredana Longo
ELENA EL ASMAR
LOREDANA LONGO
MANIFESTO DELLE SORELLE
a cura di
IRENE BIOLCHINI
coordinamento
Gaspare Luigi Marcone
dal 26 maggio al 10 luglio 2026
solo su appuntamento
Abbiamo dovuto chiedere molto poco alla nostra fantasia, perché per noi la sfida maggiore è stata l’inadeguatezza dei mezzi convenzionali a rendere credibile la nostra vita.
G. G. Marquez, La solitudine dell’America latina, in D. Padoan, Per amore del mondo. I discorsi politici dei premi Nobel per la letteratura, Bompiani, Milano, 2015, p. 230.
Cosa è credibile [per noi]: riconoscere il profilo delle ombre nelle notti insonni, parlarsi nei sogni, bere nella piena luce del sole, perdersi nel cloro di una piscina semispopolata nel pieno della settimana lavorativa.
Cosa è impossibile [per noi]: non riconoscere l’impossibilità di essere altro da ciò che si è.
Cosa è necessario [per noi]: affidarsi ai lampi momentanei, non verosimili e crederli così veri da doverli trasformare in corpo.
Questo buio ha delle latitudini, in sostanza, dove le mani e i piedi giocano a mosca cieca, ma non si arrendono. Se si potesse imbottigliare questo buio, mi viene da pensare, se si potesse mettere la bottiglia sotto il sole, sono sicuro che la luce, anziché smorzarlo, lo esalterebbe.
Alcide Pierantozzi, Lo sbilico, Einaudi, Torino 2025, p. 31.
La porta di vetro non è una porta, le bottiglie non sono più bottiglie, la copia di un merletto non è una copia della realtà, le sue ombre non esisteranno mai più.
Ogni ombra proiettata o stampata in questo spazio è l’Oro che non possiamo vedere, il buio che scegliamo di esaltare in ogni luce.
Abbracciare il buio significa [per noi] schivare la luce dei lumi, il positivismo di un progresso che condanna ogni nostra scelta e spazio, riconoscersi nelle zone d’ombra del razionale, rifiutare la verosimiglianza come Reale.
L’ha già detto Marx: la modernità si presenta disincantata solo per meglio contrabbandare l’incanto suo proprio, il fantasmagorico divenire-mondo della merce che corrisponde al divenire-merce degli umani, della terra dei viventi.
S. Consigliere, Favole del reincarnato, DeriveApprodi, Bologna, 2020, p. 59.
Vogliamo affrontare la minaccia della perdita affidandoci alla magia, guardare il pericolo del taglio sentendo la luce rosata che ci accoglie, abbandonare il disincanto.
Per chi accetta di entrare non ci sarà illuminazione né salvezza, solo incanto.
Didascalie:
Elena El Asmar, Arioso Operoso, 2013-2026, fogli di carta A4, misure complessive 297 x 294 cm
Loredana Longo, Gateway to Hell’s Paradise, 2026, colli di bottiglia, ferro, installazione site specific
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MANIFESTO OF THE SISTERS
curated by
IRENE BIOLCHINI
coordination
Gaspare Luigi Marcone
from 26 May to 10 July 2026
by appointment only
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We have had to ask but little of imagination, for our crucial problem has been a lack of conventional means to render our lives believable.
G. G. Marquez, La solitudine dell’America latina, in D. Padoan, Per amore del mondo. I discorsi politici dei premi Nobel per la letteratura, Bompiani, Milano, 2015, p. 230.
What is credible [for us]: recognising the outlines of shadows during sleepless nights, speaking to one another in dreams, drinking in the full sunlight, losing oneself in the chlorine of a semi-deserted swimming pool in the middle of the working week.
What is impossible [for us]: not recognising the impossibility of being anything other than what we are.
What is necessary [for us]: To entrust ourselves to fleeting, implausible flashes and believe them so true that we must transform them into the body.
This darkness has latitudes, in substance, in which the hands and the feet play at blind man’s buff, but never surrender. If only we could bottle this darkness, I find myself thinking; if we could only place the bottle in the sun, I’m sure that rather than diminishing it, the light would exalt it.
Alcide Pierantozzi, Lo sbilico, Einaudi, Torino 2025, p. 31.
The glass door is not a door, the bottles are no longer bottles, the copy of a piece of lacework is not a copy of reality, its shadows will never exist again.
Every shadow cast or printed in this space is the Gold we cannot see, the darkness we choose to exalt in every light.
Embracing the darkness means [for us] evading the light of reason, the positivism of progress that condemns our every choice and space, recognising ourselves in the shadow zones of the rational, refuting verisimilitude as the Real.
Marx has already said as much: modernity only presents itself as disenchanted the better to disseminate its own enchantment, the phantasmagorical transformation of the world into the goods that correspond to the transformation into goods of human beings and the land of the living.
S. Consigliere, Favole del reincarnato, DeriveApprodi, Bologna 2020, p. 59.
We wish to tackle the threat of loss by entrusting ourselves to magic, looking at the peril of the cut feeling the rosy light that embraces us, abandoning the disenchantment. For those who agree to enter there will be neither illumination nor salvation, only enchantment.
Captions:
Elena El Asmar, Arioso Industrious, 2013-2026, A4 sheets of paper, overall dimensions 297 x 294 cm
Loredana Longo, Gateway to Hell’s Paradise, 2026, bottle necks, metal, site specific installation
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