Valentino Albini - The Open Box

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Valentino Albini

 
 
 

VALENTINO ALBINI
SIGHTS FOR SORE EYES

a cura di
GINEVRA BRIA

INAUGURAZIONE
MARTEDÌ 11 OTTOBRE 2016

ore 18-21

dal 11 OTTOBRE al 30 NOVEMBRE 2016 solo su appuntamento

A sight for sore eyes è un’espressione idiomatica di estrema sintesi che estrinseca il momento esatto della rivelazione, come spettacolo per uno sguardo abituato, uso. Una visione per occhi indolenziti, sore,addirittura doloranti, improvvisamente vigili e coscienti, in poco più di un istante, di aver visto troppo senza avere, forse mai, davvero distinto. Sights for Sore eyes introduce paesaggi gestuali non fotografici che riproducono a livello visivo l’atto di scoprire e di nascondere quel che potrebbe circondarci, o, all’opposto, risiedere interiormente. L’orografia chimica prodotta per impressione esterna si trasforma, sul supporto Polaroid, nel momento di un ingaggio con lo sguardo, che deve scoprire, all’interno delle misure standardizzate di un riquadro, lo spettacolo della rappresentazione. Arrivando lentamente ad una metafora dell’occultamento rivelato dalla sua stessa investigazione. Valentino Albini interviene direttamente e indirettamente sull’impressione chimico-fotografica delle Polaroid,operando una sorta di fotocalcografia astratta, per trasmissione, e dunque applicando una tecnica di carattere tonale. Nell’agire esternamente, sulla pellicola non ancora esposta alla luce, per mezzo di un rullo e attraverso imprevedibili punti di pressione, anziché formare l’immagine come una serie organizzata di segni, Albini realizza aree di intensità cromatica a forma controllata. Questo processo è il risultato di un naturale compimento, gesto ultimo di un’incisione non lineare. E solamente all’atto di sfilare la protezione di copertura, viene permessa l’esatta visualizzazione della superficie acetata come verifica del lavoro di distribuzione dei reagenti. L’attesa diventa dunque una mediazione del disvelamento con l’involucro iniziale, momento necessario per sciogliere l’ultima incognita, quella che lega l’incisione al supporto in grado di mantenere impressa l’immagine agita. Meta di un’attesa lunga quanto l’intero lavoro. Sights for Sore eyes collega otto scoto-grafie (letteralmente, dal greco skótos, buio, oscurità) ad un visore, piano luminoso orizzontale che introduce nello spazio un elemento proveniente dallo studio di Albini e rievoca un passaggio nel processo di avvicinamento del colore allo sguardo. Il dispositivo mostra l’origine analogica di riquadri, di pellicole profetiche, la cui intrinseca visività prova a scolpire un percorso mentalein chi le osserva, grazie alla capacità di indicare con precisione paesaggi fortemente addensati. Infatti, alle pareti, lo sforzo che, di fronte alle Polaroid, si è portati a compiere, rimane quello del ritrovamento di uno sguardo in grado di cancellare e dimenticare l’abitudine che porta a sentirsi stanchi dei propri sore eyes. Non tanto per tornare a scorgere con occhi diversi, quanto per la necessità di orientarsi con purezza nello spazio e nel tempo

Valentino Albini (1959) Fotografo presso il Dipartimento dei Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano è stato docente di fotografia presso l’Istituto Europeo di Design di Milano e fotografo pubblicitario. Ha partecipato a esposizioni collettive e personali. La sua ricerca è sempre stata orientata al superamento del mezzo tecnico fotografico come strumento indispensabile alla sua produzione attraverso la manipolazione dei materiali negativi e positivi e l’uso di solventi chimici.
Recenti mostre personali: Dissolvenze, Lakeside Art Gallery, Verbania, 2011. Recenti mostre collettive:Tracks/Traces, The Open Box, Milano, 2015;Grovigli? Scritture, segni, sculture, Galleria Melesi, Lecco, 2014; Art Festival, MAMEC, Cerreto Laziale, 2012


4 Polaroid, 10,5 x 14,5 cm, 2015; 4 Fuji Instant, 10 x 13 cm 2016;
1 pellicola Ilford, 3,5 x 16,5, 2016; 2 pellicole Ektachrome, 3,5 x 14,5 cm, 2016; 1 pellicola Ektachrome, 3,5 x 5, 2016


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