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IMMAGINI OMBRE IDEE

 
 
 

IMMAGINI OMBRE IDEE
IMAGES SHADOWS IDEAS

mostra collettiva che raggruppa alcuni lavori degli artisti che in questi due anni hanno esposto
nello spazio no profit milanese
THE OPEN BOX

a cura di
GASPARE LUIGI MARCONE

INAUGURAZIONE
MARTEDI 10 Aprile 2018
ORE 18-21
dal 26 marzo al 13 maggio 2018
solo su appuntamento

miart
SABATO 14 APRILE
apertura speciale degli spazi no-profit dalle ore 20 alle 24
http://www.miart.it/node/1418


Memoria, immagine, luce, ombra, tenebra, idea, pensiero, verità… sono alcuni dei concetti presenti nel De Umbris Idearum di Giordano Bruno (edito a Parigi nel 1582) volume che ha “stimolato” questa mostra. Le opere presentate sono state prodotte indipendente dagli assunti del filosofo nolano ma sono state selezionate perché “accarezzano” o “rievocano” – ciascuna in maniera autonoma e diversa – alcuni dei concetti elencati. Materia “cartacea” e materiale “fotografico”, e viceversa, sono sembrati altri denominatori comuni per queste ricerche.
Frammenti e appunti fotografici, fotografie manipolate, dettagli fotografici di sculture, fotografie di atti installativi e performativi… la parola agli artisti…

Valentino Albini (Reggio Calabria, 1959), Reappearance Hipothesis, 2015, pellicola Polaroid POLACOLOR Type 59 – 4x5 Inc. Instant Sheet Film - Iso 80 (scaduta nel febbraio 2002), carta Fabriano formato A3 – 90 gr/m², 28,5x39,5 cm. Nella serie Reappearence Hypothesis (2014) ho utilizzato pellicole a sviluppo immediato Polaroid (formato cm 10x12) non esposte e scadute nel 2002. Il negativo ancora bagnato dai liquidi di sviluppo viene impresso su carta Fabriano trasferendo colori e forme sulla superficie bianca. Il risultato finale impresso sulla carta e reso visibile da questo processo alchemico diventa per azione e concetto “l’ombra materializzata dell’idea di fotografia”.
Corrado Bove (Bergamo, 1974), Impressione, 2018, stampa digitale laser su pellicola trasparente, 19,3x29,3 cm. La sensazione indefinita di una materia assente diviene presentimento che lascia spazio a nuovi orizzonti psichici.
Gianni Caravaggio (Rocca San Giovanni, 1968), Sotto la superficie la verità della concretezza (mattino), 2013, stampa fotografica su carta, 28,5x42,3 cm. Un dettaglio fotografico scattato alla scultura Sotto la superficie la verità della concretezza evoca una veduta paesaggistica. La luce tendente al giallo nel momento dello scatto suggerisce che il sole è appena sorto dall’orizzonte marino. Altri scatti fotografici hanno incontrato condizioni luminose diverse e costituiscono così altri tempi della giornata come il giorno, la sera e la notte in condizioni meteorologiche differenti. In analogia ai giardini di ninfee costruiti e poi dipinti da Monet solo l’attenzione particolare rivela la presenza concreta della mia scultura nella foto.
Carlo Fei (Firenze, 1955), Black Light (val di luce project), 2007, prova di stampa unica inkjet su carta cotone Hahnemühle 320 gr., 34x40,5 cm.  
Spostare, un carico, da un luogo, ad un altro, richiede tempo, ma, “il tempo è sempre in tempo”. Spostare, lo sguardo, da, un ingrandimento, di, un piccolo oggetto, a, un ingrandimento, di, un paesaggio, ha richiesto: il tempo, zero, che, è sempre in tempo. Dal readymade, al minimal, per, andare, avanti, nel tempo, che, è sempre in tempo. La serie, fotografica, è fatta, di, una luce, apparente, che, nasconde, e, si rivela, nel momento, in cui, tutto, diventa, più oscuro, in, un tempo, che, è sempre in tempo.
Goldschmied&Chiari (Sara Goldschmied, Arzignano, 1975; Eleonora Chiari, Roma, 1971), Fotografia 16.11.2016.11.08, 2018, ed. 1/15, stampa fotografica su carta, 43x33 cm. Fotografia 16.11.2016.11.08 è un multiplo su carta edito in 15 esemplari. Il soggetto è una ripresa evanescente di fumogeni esplosi in studio. Questo processo di realizzazione è lo stesso utilizzato per la serie di specchi Untitled Views (dal 2014). In questo caso il supporto di stampa è diverso: lo specchio riflette, la carta assorbe. L’immagine restituisce la fine di un processo, lo scatto temporale scelto per questo lavoro sono gli ultimi momenti rarefatti del fumogeno. La fotografia è ciò che resta e che confonde lo sguardo disegnando una variazione di luce e colore su carta con la luce. I numeri si riferiscono al tempo; giorno, mese, anno e ora, nel quale è stata scattata la fotografia.
Sophie Ko (Tbilisi, 1981), Grembo, 2009, resto incombusto su carta di riso, 37x28,7 cm. La cenere che uso nelle mie opere è composta da “immagini bruciate”; con questo gesto visito con il fuoco le immagini del passato, è un vedere dove l’immagine brucia ancora, dove urge. Il Grembo bruciava così lentamente finché si è spento; quel frammento ha posto resistenza, è rimasto ciò che ha resistito, ciò che non si è lasciato bruciare. Credo che il Grembo sia sempre un grembo materno, un luogo di dolorosa separazione, di pietas, ma anche di una solenne annunciazione, una nascita. Fine e inizio. Credo che tutte le cose vivano in questa tensione.
Mikayel Ohanjanyan (Yerevan, 1976), Senza titolo, 2018, stampa su carta di bambù, 23x33 cm. L’immagine è un frammento fotografico tratto dalla mia opera Labirinto Spaziale, realizzata nel 2015, in cui avevo cercato di rappresentare l’interconnessione di dimensioni spaziali/stanze, inclusa in un’unica forma e oltre ogni struttura logica, ispirandomi alla complessa dimensione psicofisica dell’essere umano. Nell’opera fotografica, mantenendo la stessa riflessione, cerco di focalizzare l’attenzione su un punto, dove la realtà si confonde con la sua stessa ombra, creando altre dimensioni.
Ornaghi&Prestinari (Valentina Ornaghi, Milano, 1986; Claudio Prestinari, Milano, 1984), Grigio lieve, 2016, stampa a pigmenti colore su carta Hahnemühle, cornice d’artista in legno dipinto, 39x32 cm. Abbiamo studiato la possibilità di generare una serie di sculture a partire dalle ombre nei quadri di Giorgio Morandi. Ricostruendo il suo atelier attraverso un modello virtuale 3D, abbiamo ricreato il set del quadro e la rispettiva composizione di oggetti per dedurne le viste nascoste. Attraverso queste ultime, abbiamo modellato coni d’ombra in assenza degli oggetti. Le sculture in plastilina sono poi diventate soggetto di una serie di scatti fotografici. […] Grigio lieve è una ricerca sulle possibilità della luce e sulle stratificazioni del passaggio del tempo; sulla scultura intesa più come dispositivo e attitudine.
Shigeru Saito (Tokyo, 1974), Shadow of Thought - Detail, 2015-2018, stampa su carta Canson Infinity Rog Photographique 310 gr., 27,5x34,5 cm. Questa fotografia è un dettaglio della scultura Shadow of Thought (2015). La scultura è stata progettata per un’espressione virtuale, cioè, dare una struttura a un’“essenza” che non occupa lo spazio. I pensieri esistono, ma non occupano lo spazio. Se un pensiero fosse “fisicamente” illuminato da un fascio di luce si riuscirebbe ad avere l’ombra del pensiero stesso?
Elisabeth Scherffig (Düsseldorf, 1949), Cantiere, 1995, (dalla serie Osservatorio), stampa fotografica su carta, 22,5x31,5 cm.
*Tutte le dimensioni delle opere sono da intendersi con cornice, qualora presente.



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Via G.B. Pergolesi 6
20124
MILANO
www.theopenbox.org
info.theopenbox.org@gmail.com
+393382632596
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IMAGES SHADOWS IDEAS


curated by
GASPARE LUIGI MARCONE
opening
TUESDAY 10 APRIL 2018
6-9 pm
from 26 March to 13 May 2018
by appointment only

miart
SATURDAY 14 APRIL
special opening for no-profit spaces from 8 to 12 pm
http://www.miart.it/node/1418




Memory, image, light, shadow, darkness, idea, thought, truth… just some of the concepts present in Giordano Bruno’s De Umbris Idearum (published in Paris in 1582), the book that “stimulated” this exhibition. The works presented were produced independently of the Nola-born philosopher’s hypotheses but have been selected because they “embrace” or “evoke”, each in their own and different ways, a number of the concepts listed. “Paper” matter and “photographic” materials and vice versa, appeared to be other common denominators in this research.
Photographic fragments and notes, manipulated photographs, photographic details of sculptures, photographs of installations and performative actions… over to the artists…

Valentino Albini (Reggio Calabria, 1959), Reappearence Hypothesis, 2014, Polaroid POLACOLOR Type 59 – 4x5 Inc. Instant Sheet Film - Iso 80 (expired in February 2002), Fabriano paper, format A3 – 90 gr/m², 28.5x39.5 cm. In the Reappearence Hypothesis (2014) series I have used unexposed Polaroid instant film (10x12 cm format) that expired in 2002. The negative still soaked in the developing fluids is impressed on Fabriano paper, transferring colours and forms to the white surface. The final result impressed on the paper and rendered visible by this alchemical process becomes through action and concept “the materialised shadow of the idea of photography”.
Corrado Bove (Bergamo, 1974), Impressione, 2018, digital laser print on transparent film, 19.3x29.3 cm. The undefined sensation of an absent material becomes presentiment that gives way to new psychic horizons.
Gianni Caravaggio (Rocca San Giovanni, 1968), Sotto la superficie la verità della concretezza (mattino), 2013, photographic print on paper, 28.5x42.3 cm. A detail photograph taken of the sculpture Sotto la superficie la verità della concretezza evokes a landscape view. The light tending towards yellow at the moment of the shot suggests that the sun has just risen above the marine horizon. Other photographic shots met with different conditions of light and thus constitute different times of the day, including the evening and the night, as well as different meteorological conditions. Similarly to the water lily gardens built and then painted by Monet, only attention to detail reveals the concrete presence of my sculpture in the photo.
Carlo Fei (Firenze, 1955), Black Light (val di luce project), 2007, single inkjet print on Hahnemühle 320 gr., photo rag, 34x40.5 cm. Moving, a load, from one place, to another, takes time, but, “time is always in time”. Moving, one’s gaze, from, an enlargement, of, a small object, to, an enlargement, of, a landscape, required: the time, zero, that, is always in time. From the readymade, to the minimal, to proceed, forwards, in time, that, is always in time. The, photographic, series, is compose, of, an, apparent, light, that, hides and, reveals itself, in the moment, in which, everything, becomes, darker, in, a time, which, is always in time.
Goldschmied&Chiari (Sara Goldschmied, Arzignano, 1975; Eleonora Chiari, Roma, 1971), Fotografia 16.11.2016.11.08, 2018, No. 1/15, photographic print on paper, 43x33 cm. Fotografia 16.11.2016.11.08 is a multiple on paper produced in 15 copies. The subject is an evanescent shot of smoke bombs let off in the studio. This process is the same used for the series of mirrors Untitled Views (from 2014). In this case the support is different: the mirror reflects, the paper absorbs. The image presents the end of a process, the timing of the shot chosen for this work being the last rarefied moments of the smoke. The photograph is that which remains and confuses the gaze, drawing a variation of light and colour on paper with light. The numbers refer to time: the day, month, year and hour at which the photograph was taken.
Sophie Ko (Tbilisi, 1981), Grembo, 2009, unburnt remains on rice paper, 37x28.7 cm. The ash I use in my works is composed of “burnt images”; with this gesture I examine with fire images of the past; it is seeing where the image still burns, where it is essential. The Grembo burnt so slowly until it went out; that fragment opposed resistance, what resisted remains, what did not allow itself to burn. I believe that the Grembo (Womb) is always a maternal womb, a place of painful separation, of pietas, but also of a solemn announcement, a birth. End and beginning. I believe that all things live with this tension.
Mikayel Ohanjanyan (Yerevan, 1976), Senza titolo, 2018, print on bamboo paper, 23x33 cm. The image is a photographic fragment taken from my work Labirinto Spaziale, realised in 2015, in which I had tried to represent the interconnection of spatial dimensions/rooms, included in a single form and beyond any logical structure, drawing inspiration from the complex psychophysical dimension of the human being. In the photographic work, maintaining the same reflection, I am trying to focus attention on a point where reality blends with its own shadow, creating other dimensions.
Ornaghi&Prestinari (Valentina Ornaghi, Milano, 1986; Claudio Prestinari, Milano, 1984), Grigio lieve, 2016, colour pigment print on Hahnemühle paper, artist frame in painted wood, 39x32 cm. We have investigated the possibility of generating a series of sculptures on the basis of the shadows in the paintings of Giorgio Morandi. Reconstructing his studio through a virtual 3D models, we have recreated the set of the painting and the respective composition of objects to deducing the hidden views. Using these views we modelled cones of light in the absence of the objects. The sculptures in Plasticene then became the subject of a series of photographs.  … Grigio lieve is the fruit of research into the possibility of light and the stratifications of the passage of time; on the sculpture understood as device and attitude.
Shigeru Saito (Tokyo, 1974), Shadow of Thought – Detail, 2015-2018, print on Canson Infinity Rog Photographique 310 gr., 27.5x34.5 cm. This photograph is a detail of the sculpture Shadow of Thought (2015). The sculpture was designed as a virtual expression, that is, to give a structure an “essence” that did not occupy space. Thoughts exits but they do not occupy space. If a thought were “physically” illuminated by a beam of light would we obtain a shadow of that thought?
Elisabeth Scherffig (Düsseldorf, 1949), Cantiere, 1995, (from the series Osservatorio), photographic print on paper, 22.5x31.5 cm.
*All dimensions are to be understood as including the frame, where present.


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