Francesco Arena - The Open Box

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Francesco Arena

 
 
 
 
 

FRANCESCO ARENA
LETTO
a cura di
ALBERTO FIORE
INAUGURAZIONE
MARTEDI 10 DICEMBRE 2019
ORE 18-21
dal 10 dicembre 2019 al 30 gennaio 2020 solo su appuntamento

Letto non possiede nessuno specifico riferimento a dimensioni corporee di Francesco Arena. Piuttosto, riproponendo la dimensione effettiva di un letto a una piazza, diventa una sorta di “modulor”.
Partendo dall’aspetto formale l’elemento modulare a lastra è ricorrente nei suoi lavori che sia esso con la superficie liscia o grezza o che ospiti scritte. Qui da The Open Box possiede una forma rettangolare, per la precisione un parallelepipedo molto schiacciato. Posto in questa posizione e in un ambiente come il Box ricorda un elemento presente all’interno di uno dei più noti lavori di Arena, ora esposto al MAXXI di Roma: 3,24 mq (2004). Là si raccontava e si dava la possibilità di fare esperienza di uno specifico spazio tramite le proporzioni reali della presunta “cella” dove fu detenuto Aldo Moro dai brigatisti, qui l’opera si apre a fatti e significati non specifici, ma per questo motivo più ampi.
Questo giaciglio è greve. Non potrebbe essere altrimenti, il peso è quello della Storia passata, presente e futura a cui la frase di Marx sulla sua superficie risulta continuamente puntuale: “IN OUR DAYS EVERYTHING SEEMS PREGNANT WITH ITS CONTRARY”.
Nei lavori di Arena la scrittura è da sempre presente come del resto lo è il suo amore verso la letteratura. Pensando a sue opere dove compare la scrittura si possono individuare due “approcci” a essa: uno, il più battuto ad oggi, in cui le lettere sono incise in modo duraturo nel materiale che le ospita, l’altro in cui questa scrittura è transitoria, cioè soggetta a continui e possibili modifiche – si pensi ad Argilla con giorno (2019) – o alla non fissità della stessa come, per l’appunto, in Letto. La cenere che forma la citazione di Marx poggia sulla lastra di rame. Si era detto che non vi sono riferimenti diretti alle dimensioni corporee dell’artista in questo lavoro, ed è così, ma lui è comunque presente, non solo come realizzatore del lavoro, bensì in una maniera quasi “fisica”. La cenere nell’opera, infatti, è quella che Arena raccoglie da tempo dai sigari che fuma: vediamo dunque il Tempo e un suo testimone, una dicotomia in lui ricorrente.
La direzione della Storia che verrà, che sia essa personale o collettiva, è ora cenere, in balìa dell’aria, di ciò che è accaduto.
Didascalia: Letto, 2019, rame, cenere, cm 80 × 190 × 50. Courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano.


THE OPEN BOX
Via G.B. Pergolesi 6
20124
MILANO
www.theopenbox.org
info.theopenbox.org@gmail.com
+393382632596




FRANCESCO ARENA
LETTO
curated by
ALBERTO FIORE
OPENING
TUESDAY 10 DECEMBER 2017
6-9 PM
from 10 December 2019 to 30 January 2020 by appointment only

Letto (Bed) has no specific reference to the corporeal dimensions of Francesco Arena. Instead, it reproduces the actual dimensions of a single bed and becomes a kind of “modulor”.
Starting out from the formal aspect the modular slab-like element is recurrent in his works, either with a smooth or rough surface or hosting writings. Here at The Open Box this modulor has a rectangular form, a very flattened parallelepiped. Installed in this position and in a setting such as the Box it recalls an element present in one of Arena’s best-known works, now exhibited at MAXXI in Rome: 3,24 mq (2004). In that case a specific space is described and experienced through the real proportions of the presumed “cell” in which Aldo Moro was held by Brigate Rosse terrorists, here the work opens to facts and meanings that are non-specific and for this reason broader.
This bed is heavy. It could hardly be otherwise, the weight is that of past, present and future History, in which the phrase by Marx on its surface continues to be pertinent: “IN OUR DAYS EVERYTHING SEEMS PREGNANT WITH ITS CONTRARY”.
In Arena’s works writing is always present, as is his love for literature. Thinking about his works in which writing appears, two approaches can be identified: one, the most commonly explored to date, in which the letters are incised to last in the material hosting them, the other in which this writing is transitory, that is to say, subject to continual and possible modifications, for example Argilla con giorno (Clay with Day) (2019), or the non-invariability of the same, as is the case with Letto. The ash that forms the quote by Marx lies on a sheet of copper. It was said that there are no direct references to the corporeal dimensions of the artist in this work, and this is true, but he is nonetheless present, not only as the artificer of the work, but rather in an almost “physical” way. The ash in the work is, in fact, that which Arena has collected for some time from the cigars he smokes: we therefore see both Time and a testimony to it, a recurrent dichotomy in his research.
The direction of the History to come, whether it be personal or collective, is now the ash, at the mercy of the wind, of what happened.
Caption: Letto, 2019, copper, ash, 80 × 190 × 50 cm. Courtesy of the artist and Galleria Raffaella Cortese, Milano.


THE OPEN BOX
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MILANO
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